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Pannasmontata
Ecco, mi sembra giusto mostrare un pezzetto della persona che occupa questa piccola stanza su Splinder, da quasi un anno ormai. Così.
Non vi mostro il mio faccino, perchè in fondo mi vergogno. E perchè trovo sia meglio restare un pò nell'ombra, per avere più carisma e sintomatico mistero.
E dunque.

Assisi. Con tutto quello che c'era da immortalare, quella che fotografa col naso per aria un albero di mimose, bè, sono io.

Non è che si può prendere e partire. Se le cose non ti stanno bene.
Le regole del gioco, sono queste, bambina. Lo sapevi.
E la vita non è un film di Sean Penn.
Io, questo mondo, però lo sento estraneo.
Arrangiati.
Devi vivere nella società che altri prima di te hanno creato, che i ragazzi di ieri ti hanno lasciato. Adeguati. Hai due strade: puoi accettare le regole del gioco e, se proprio devi, cercare di cambiarle dall'interno; oppure vivere da insofferente, ribelle, da ostile. Estranea.
Amen. La seconda categoria. E non è che l'abbia scelto io. Io, proprio non ce la faccio. Con un sorriso sulle labbra, a ingoiare il boccone e andare avanti. La maschera di ostentata serenità, mi sta stretta.
Dove andrò a finire, di questo passo? Finirò a 50 anni, cinica e indurita da delusioni e amarezze? Oppure impazzirò, nel vano inseguimento del mondo che leggevo sui libri di scuola, quando credevo di avere davanti a me mille persone diverse, da poter diventare. Mille vite, mille possibilità. Ero un'ottima studentessa, ero padrona di me. Credevo di poter cambiare il mondo, non per presunzione, ma per nobiltà di intenti.
Mi sento già un pò più cinica e indurita, ogni giorno che passa. Perchè credo ancora di poter fare qualcosa di buono. Ma troppe porte sbattute in faccia, troppi sogni infranti contro muri invalicabili. E le raccomandazioni, e la meritocrazia schiacciata dal clientelismo, le conoscenze le amicizie giuste i contatti.
E se avessi scelto la strada sbagliata? Sarebbe tardi, ho quasi 26 anni...sarebbe tardi?
Forse, sono fatta per la scrivania. Otto ore al giorno, poi chiudi bottega e te ne torni a casa tua, dalla tua famiglia. Via, da quel mondo. E torni alle cose davvero importanti.
(ma no, non sono fatta per star dietro a una scrivania, purtroppo. Quanto sarebbe tutto più facile....)
E' il mio dramma. Io.
Perchè non restare sdraiato a occhi chiusi nel buio e mollare? Mollare tutto. Farla finita con tutto. Con l'insensato strisciare e le sconfortanti chimere. Per quanto occasionalmente scorato a tal punto lo è raramente a lungo. Chè mentre giace rinasce via via il desiderio di una compagnia. Con cui sfuggire alla propria.
(Samuel Beckett)

C'è Ferrara che fa il pagnottista e adesso depone falce e martello per la sua guerra santa contro l'aborto. C'è la Chiesa che ficca il naso in ogni dove, adesso perfino nelle pellicole. C'è Veltroni che sembra uscito da un quadro del Rinascimento, perennemente incorniciato sullo sfondo di qualche bucolica radura. Che si sbrighi, ad uscirne, apra gli occhi, che si affretti! C'è Berlusca che ci mette in ginocchio. E dopo il colpo di grazia, sfodera il suo sorriso a millemila denti (finti) e ci dice 'Rialzati, Italia' - con immenso piacere. Per accompagnarLa a fanxxxo, Cavaliere, questo e altro. Ci mancherebbe!
E poi c'è Sanremo.
Perchè?
Perchè Sanremo è Sanr....NO!! AAAAAAH, NO! Non per quello, basta, pietà!
Sanremo non è Sanremo. Non è che un piccolo paesino sperduto in Liguria. Che si accende di luce riflessa tutti gli anni, tutte le notti, di tutta la settimana del Festival della canzone italiana. E poi, basta. Il nulla ritorna.
Serve, questo Festival, a risollevare le sorti (commerciali) della musica italiana, purtroppo impantanata e stagnante? Assolutamente, no. Perchè porta avanti una musica stagnante essa stessa, vecchia, anacronistica, stantia.
Allora, perchè?
Ma perchè è un'istituzione, suvvia. Ben più del Senato, ben più del Parlamento, o della Chiesa - eh, vedi come siam messi, in Italia.
Ma se proprio dev'essere e la tv langue più del solito sugli altri canali, per canalizzare il flusso di attenzione solo verso il primo, allora che sia pure. Ma.....
Provate a guardare Sanremo. Togliendo l'audio. E accendete invece la radio, Radio2.
Ci troverete un'altra musica.

Via le canzoni. Via nonni Big e giovani Boh, e giovani Big che son già nonne (ogni riferimento alla Tatangelo è puramente casuale). E vai con il rovescio della medaglia, il dietro le quinte, i commenti che tutti noi vorremmo urlare ai quattro venti mentre l'occhio ci cade su Sanremo! (perchè, lo si voglia o no, ci cade, ci cade. se anche si riesce ad evitare la diretta, di sicuro non si può non inciampare almeno per una frazione di secondo nei programmi corollario che alla tv impazzano il giorno dopo la fatidica serata...e quando anche non fosse, c'è comunque il telegiornale).
Rai Dire Sanremo con la Gialappa's.
Pà - pà - pà 
P.S.
E degli Elio, ne vogliamo parlare? Mandarli in terza serata, dico io. Sacrilegio! (non credo che potrò mai gustarmi la loro versione del Dopofestival, ma ho visto qualche spezzone in differita oggi....Elio con baffoni, capello riccio e vestito chic: caro, ti amo).
Il dottore ha preso il foglio, non ha alzato per un solo attimo gli occhi da lì. Poi - occhi ben incollati al foglio - ha preso quello di due anni fa, per un raffronto temporale.
'Abbiamo messo su un paio di chiletti?' E solo allora, mi ha guardata.
Andare dal cardiologo e sentire cotale responso dalla lettura di un elettrocardiogramma, è un ottimo modo per cominciare la settimana.

* tipica imprecazione eufemistica meridionale. coloritamente usata da mia nonna, nello specifico.
80° ACADEMY AWARDS
MIGLIOR FILM
NON E' UN PAESE PER VECCHI
MIGLIOR REGIA
JOEL E ETHAN COEN, 'Non è un paese per vecchi'
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
DANIEL DAY LEWIS per 'Il petroliere'
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
MARION COTILLARD per 'La vie en rose'
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
JAVIER BARDEM per 'Non è un paese per vecchi'
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
TILDA SWINTON per 'Michael Clayton'
MIGLIOR FILM STRANIERO
IL FALSARIO, di Stefan Ruzowitzky (Austria)
Miglior film d’animazione
"Ratatouille" (Walt Disney): Brad Bird
Miglior scenografia
"Sweeney Todd": Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
Miglior fotografia
"Il petroliere": Robert Elswit
Migliori costumi
"Elizabeth: The Golden Age": Alexandra Byrne
Miglior documentario
"Taxi to the Dark Side": Alex Gibney e Eva Orner
Miglior documentario corto
"Freeheld": Cynthia Wade e Vanessa Roth
Miglior montaggio
"The Bourne Ultimatum": Christopher Rouse
Miglior makeup
"La Vie en Rose": Didier Lavergne and Jan Archibald
Miglior colonna sonora originale
"Espiazione”: Dario Marianelli
Miglior canzone originale
"Falling Slowly" da "Once” Glen Hansard e Marketa Irglova
Miglior corto animato
"Peter & the Wolf", Suzie Templeton and Hugh Welchman
Miglior cortometraggio
"Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)", Philippe Pollet-Villard
Miglior montaggio del suono
"The Bourne Ultimatum", Karen Baker Landers e Per Hallberg
Miglior missaggio del suono
"The Bourne Ultimatum", Scott Millan, David Parker e Kirk Francis
Migliori effetti speciali
"La bussola d’oro", Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris e Trevor Wood
Miglior sceneggiatura non originale
"Non è un paese per vecchi", Joel Coen e Ethan Coen
Miglior sceneggiatura originale
"Juno", Diablo Cody

Quest'anno l'Academy è targata Europa, a quanto pare.
E fa piacere vedere premiata l'Italia in sezioni che, di solito, attraggono poco la nostra attenzione, calamitata più sul vippone o il regista tal-dei-tali, che su quelle piccole forme d'arte così preziose eppure 'invisibili', fuori dai riflettori eppure così vive sullo schermo: dai costumi, alle luci, alla scenografia. La trama sottile di cui è intessuta la materia prima del cinema, insomma: l'immagine.
('Ratatouille', checked. And the rest is...'No country for old man', 'Sweeney Tod' and 'Espiazione'.
...La mia corsa alle statuette, è appena iniziata.
)
P.S.
Non ho ancora visto il film dei Coen. Ma - ehi! - l'anno scorso, la sottoscritta ha visto i fratelli Coen! (e annessa anteprima del trailer di 'No country for old men'). E sono soddisfazioni di cui vantarsi, nella vita, oh)
Ho sempre odiato la domenica. Il giorno prima che ricominciasse tutto. E l'ultimo, la fine del riposo festivo.
Insomma, una gran seccatura.
...Il giorno ideale, ora che ho riposto libri ed esami - a volte con un certo rimpianto, lasciatemelo dire - per mettersi pantofole e mise domestica. Sprofondare nella poltrona. E guardarsi un film.
Cosa ho scelto oggi?
"Ratatouille"
Ecco gli ingredienti:
Avrete così un film molto carino, sceneggiato per i gusti di grandi e piccini e disegnato dai Vissani dell'animazione.
Unica controindicazione. La fruizione del prodotto potrebbe lasciarvi non paghi. Non sazi. Proprio affamati.
Alla sottoscritta, tutto quel vorticoso roteare di spezie e zuppe, cipollotti e verdure, colori e sapori e profumi (che, da come li disegnano, te li mangi con gli occhi) ha fatto venire una graaaaan fame.
...e quindi, vado a cenare!
"Vorrei un giorno camminar da solo, ma solo solo, senza me stesso"
(Dino Campana)
Ultimamente, non mi sopporto. Non che io e me medesima siamo mai andate molto d'accordo, a dir la verità. Ma passati i brufoli e l'apparecchio ai denti (gli occhiali, quelli no. eh, non si posson far magie. per fortuna, ci sono le lentine, va), bè, ci si trovava più in sintonia, ecco.
Invece, ultimamente.
Mi sento nichilista, disfattista, menefreghista, a dirla tutta anche un pò egoista. Mi sono stufata di dover essere sempre buonina carina educata accondiscendente.
Il fatto è che, però, io non sono mai stata così. E ogni volta che mi soprendo diversa, mi prendono le paturnie. Il che accade parecchio di frequente. Uffa.
Il mio io brufoloso e ribelle, ma anche quello con il colletto tondo e la gonna a pieghe, non ci stanno, evidentemente. Chi sarà, sta tipa?, si chiedono smarriti.
Bè, cari miei, lo sapessi...
...e se andassi a far colazione tutte le mattine da Ikea?