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Pannasmontata
Massì, cacciamoli tutti, questi extracomunitari. Sì, sono tutti delinquenti, ci rubano il lavoro che già non c'è, se ne stessero a casa loro.
Massì, riapriamo le case chiuse, basta con queste donnine discinte per strada. Che calciatori e politici e vips siano finalmente liberi di farsi chi vogliono senza scandali, suvvia.
Massì, tarpiamo le ali a chi non è Paperon de Paperoni. Salviamo Rete4, 'fanculo le altre reti, 'fanculo l'accesso democratico alla tv.
Chi ben comincia, è a metà dell'opera.
La metà di niente.
Oggi è uno di quei giorni in cui tutte le scarpe mi stanno strette.
Fa caldo, i miei piedi soffrono le costrizioni, e se potessi andrei in giro scalza.
E mi sento avvolta da un torpore d'afa e apatia, un velo grigio come l'umido che mi si appiccica addosso, sulla pelle, ad ogni passo che faccio.
Ci sono giorni che mi manca il respiro. Giorni che non mi sta bene niente.
...che scarpe metto, oggi?

Aveva da poco ultimato l'interpretazione di 'Un amore di testimone' di Paul Weiland, che a breve invaderà le sale estive, insapore e leggero come l'acqua....Ma il ricordo di Sidney Pollack è soprattutto legato ai momenti che lo vedevano dietro la macchina da presa: penso a 'La mia Africa', a 'Tootsie', a 'Come eravamo', 'Corvo rosso, non avrai il mio scalpo', i suoi film più famosi, che sono poi tutti diversi per genere e contenuto. Ma tutti percorsi da una carica emotiva sottile, intelligente, mai sentimentale eppure profonda.
Oggi è scomparso Sydney Pollack.
Qui ne trovate la biografia:
http://trovacinema.repubblica.it/personaggio/Sydney-Pollack/154886
Viva l'Italia, dicevamo.
A Cannes il cinema italiano è riuscito in una doppietta che non si vedeva dal 1972, quando ad aggiudicarsi la Palma d'Oro in ex aequo erano stati Francesco Rosi ed Elio Petri. E oggi come allora, ha trionfato un cinema particolare, scomodo: quello di denuncia, di scandalo. Da (troppo) tempo non si vedevano film del genere nelle sale, e menomale che c'è il cinema a scucire le bocche, le troppe bocche, che in televisione e sui giornali vengono ridotte al silenzio....A Cannes, insomma, ha perso la politica.
And the winner is....

La Palma d'Oro è andata a un film francese: 'Entres le mur' di Laurent Cantet, che a metà tra documentario e finzione descrive la vita di professori e studenti in una scuola superiore di un popolare quartiere parigino.
Il premio come Miglior Attore non è ahinoi andato a Tony Servillo - che pure, in un certo senso, è stato il jolly di Garrone e Sorrentino... - ma a Benicio del Toro per la sua interpretazione del 'Che' di Soderbergh.
Miglior Attrice: Sandra Corveloni, per 'Linha de Passe' di Walter Salles e Daniela Thomas.
Miglior Regia: Nuri Bilge Ceylan per 'Uc Maymun'.
Miglior Sceneggiatura: 'Le silence de Lorna' di Luc e Jean-Pierre Dardenne.
PALMA D'ORO PER IL CORTOMETRAGGIO: 'Megatron' di Marian Crisan
CORTI. MENZIONE SPECIALE: 'Jerrycan' di Julius Avery
CAMERA D'OR: 'Hunger' di Steve McQueen
MENZIONE SPECIALE (Camera d'or): 'Ils mourront tous suf moi' di Valeria Gaï Guermanika
PREMIO DEL 61° ANNIVERSARIO ALLA CARRIERA: Catherine Deneuve e Clint Eastwood
(da Repubblica.it) 'Nell'anno in cui il cinema italiano ha avuto tanto successo a Cannes il nostro paese non ha la diretta tv della premiazione. La cerimonia, prodotta e trasmessa in Francia da Canal Plus, negli scorsi anni si è sempre vista, prima su Telepiù e poi, fino allo scorso anno, sull'emittente satellitare Coming Soon. Quest'anno però l'accordo sulla cessione dei diritti non si è concluso felicemente e Coming Soon, pure presente sulla Croisette con servizi e dirette quotidiane, non diffonde in Italia la serata di chiusura'.

Massì, bombardiamoci la testa di calcio, riempiamoci il cervello di goal e cannonieri e falli e arbitri venduti e calciatori pluripagati.
Che cosa vuoi che ci importi del cinema?
Cosa vuoi che ci importi, se il Gran Premio della Giuria quest'anno è andato a 'Gomorra' di Garrone?
Cosa vuoi che ci importi se il Premio della Giuria è andato a 'Il Divo' di Sorrentino?
Siamo ciò che mangiamo. Con gli occhi.

"Non voglio farti la predica, ma ti do un consiglio che ti servirà per sempre. Nella vita conoscerai molti stronzi. Se ti feriscono pensa che la stupidità che li spinge a farti del male. Questo ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta. Non c'è niente di peggio al mondo del rancore e della vendetta. Resta sempre onesta e coerente con te stessa. Non dimenticarti mai chi sei e da dove vieni". (dal film 'Persepolis')
Essì, i festival sono una potente macchina commerciale. Qualunque cosa celebrino o, in realtà, sponsorizzino. E dunque, immancabili nel weekend, le nuove uscite al cinema fresche fresche del Festival di Cannes, che si avvia oggi alla sua conclusione e premiazione.

- BE KIND REWIND (un pessimo GLI ACCHIAPPAFILM, nel titolo italiano) di Michel Gondry. Jerry, esposto accidentalmente a radiazioni, smagnetizza tutti i nastri della videoteca del suo amico Mike. Ecco allora la trovata: i due si cimenteranno nel remake fatto in casa dei film smagnetizzati, salvando lavoro e finanze. E guadagnando un inaspettato successo.... Insomma, doppia lettura per questo nuovo film di Gondry, visionario e surreale come nei precedenti 'The eternal sunshine of the spotless mind' e 'L'arte del sogno': una pungente riflessione sul cinema in chiave metareferenziale, o un'allegra parodia del grande schermo in salsa comica.
- IL NOSTRO MESSIA di Claudio Serughetti. Julien sta terminando la sceneggiatura del suo nuovo film. Ma a terminare, è anche la sua relazione con Helen. Jean Paul, amico e produttore, spinge Julien a recarsi in Italia per affari.
- INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO di Steven Spielberg. Qual è la differenza tra gli eroi dei fumetti e quelli in celluloide? Semplice: gli attori invecchiano. Ergo, anche il loro doppio su pellicola. Così, mentre di Batman in Batman l'affascinante Bruce resta giovane e bello, per il nostro Indie l'età si fa sentire: qui lo ritroviamo con qualche capello bianco in più, ma lo spirito d'avventura di sempre.
- LA SETTA DELLE TENEBRE di Sebastian Gutierrez. Una reporter viene trasformata in un non-morto da un vampiro. Ma la parte della cattiva succhia sangue le sta stretta. Il che è un problema, quando è l'unico modo per sopravvivere. La ex Charlie's Angel Lucy Liu aiuterà il padre di una ragazza finita, come da titolo, in una setta a ritrovare e salvare la figlia. Vampiri belli e sexy, per capovolgere il clichè del rigor mortis e dell'idiosincrasia per l'aglio. E immagini patinate, più da tv che da horror in verità. Per tutti gli stomaci.
- SANGUEPAZZO di Marco Tullio Giordana. La storia d'amore (tormentata, perchè di mezzo ci si mette pure uno con la faccia di Alessio Boni...e non so se mi spiego) tra Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, divi del cinema fascista, fa da sfondo ad un'analisi dal sapore neoralista/telefoni bianchi dell'Italia mussoliniana. Chiacchieratissimo, questo film, per la scena del bacio saffico tra la Bellucci e Lavinia Longhi. Per la gioia dei maschietti.
- IL DIVO di Paolo Sorrentino. Biografia, romanzata ma non troppo, di Giulio Andreotti. Che non ha gradito particolarmente il suo doppio Tony Servillo, reso quasi irriconoscibile dalle tre ore di trucco a cui si sottoponeva ogni giorno prima di girare. E se non ha gradito il Divo in persona, qui gatta (anzi, scheletri nell'armadio) ci cova. Ragione in più per vedere il film.
Intanto, aspettiamo il vincitore della Palma d'Oro. E, quest'anno, per Sean Penn e co. non sarà facile assegnarla. Al Festival, devo dire, hanno partecipato film di tutto rispetto, stavolta più che in altre edizioni. Certo, patriotticamente si spera in 'Gomorra' di Garrone, o 'Il Divo' di Sorrentino. Ma ce n'è per tutti i gusti, quindi Viva l'Italia, come canta il buon De Gregori. E stiamo a vedere.
Caro Boss of my boots,
mi stai facendo venire l'ulcera. Mi stai facendo diventare il mio sangue, proverbialmente dolce, amaro. Mi stai facendo diventare anche astiosa. Cazzo.
E il bello è che non posso dirti niente. Che la lama dal verso sbagliato ce l'ho io.
E quindi il fegato si gonfia di bile repressa.
Bè, caro Boss,
di tutto questo, sai qual è il buffo? Che la cosa a cui penso di più è che io spero di non diventare mai un giorno come te. Quando avrò (spero) soldi e un posto fisso, quando avrò qualcuno sotto di me, come te adesso.
Perchè sai, in verità, la cosa mi atterrisce.

Come si convive con l'idea romantica di un lavoro e la dura scoperta, giorno dopo giorno, che è pura utopia?
