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Pannasmontata
L'anno scorso, il 30 luglio, moriva qualcuno che ha lasciato più di un segno nella storia del cinema del nostro paese, e del mondo intero. Vale la pena ricordarlo, e Sky ha deciso di farlo con una maratona ininterrotta di film a partire dalle 19, su Sky Cinema Classic - la Rai non farà altrettanto, bel servizio pubblico che abbiamo! Si comincia con Antonioni regista in erba in "Amore in città" (1953), film a episodi firmato anche da Fellini, Lizzani, Maselli, Risi e Lattuada. Si prosegue poi alle 21 con "Zabriskie Point" (1979) e infine "L'avventura" (1960).
Ho sempre pensato che il bello dell'essere famosi sia lasciare un segno, nel bene o nel male. Insomma, essere ricordati, un giorno.
Con questo caldo, lavorare gratis è una gran rottura.
I giornalisti - e in genere chi nel suo lavoro ha contatti telefonici - sono sottoposti a grandissime, epocali, rotture di scatole quando intervistano qualcuno, specie se a telefono. Con un grado di rottura proporzionale alla sbruffoneria e pompa magna dell'intervistato.
Oggi a casa ho rotto un vasetto. Era pieno zeppo di terreno.
Ho paura che le cose si rompano. Sarà che mi sento un pò vulnerabile. Breakable. Da maneggiare con attenzione. E le mie paure, paranoie e paturnie, aumentano in maniera esponenziale quando mi sento così.
Non so se le ferie si spezzeranno in un periodo di vacanze, quest'estate. E il pensiero di restare a Napoli, per di più a rigirarmi i pollici nella solitudine delle ferie dei miei concittadini emigrati verso altri lidi, è una grande, grandissima, strepitosa, rottura.
(da Repubblica.it) Continua a far discutere la misura contenuta nella manovra. Per il segretario del Pd
"è inaccettabile e a rischio incostituzionalità, faremo opposizione dura"

Post Scrittum
Il difficile dell'andare avanti, è cambiare, anche.
Faccio un esempio. Anzi, due.
Ho preso, alla veneranda età di 25 anni, la beneamata patente. Ma ho un carattere ansioso per natura, scrupoloso al massimo. Il risultato alla guida - circondata da macchine che ti sfrecciano accanto a tutta velocità mentre tu a stento metti la seconda, e pedoni impazziti che sbucano fuori dal nulla a un palmo dal tuo parabrezza - ? Un disastro.
Ogni tanto, mi godo la solitudine della casa, quando i miei sono fuori per le ferie. Ma ho un carattere riflessivo all'eccesso, penso e ripenso e rimugino...SOS neuroni in fumo. Il che mi aiuta molto quando scrivo, devo dire, nel mestiere che vorrei fare è fondamentale. Ma nella vita privata? Un disastro. Io, sola con i miei pensieri, non ci posso stare. Va a finire che la nube di pensieri si fa così fitta, che perdo di vista la realtà. Ergo, mi vengono le paturnie.
Dunque, cari lettori, il quesito di stamane è: riuscirà mai, la lunatica Lunatik, a diventare indipendente, di questo passo?

"La parte più difficile dell'andare avanti
è non guardarsi indietro"
- Kubrick avrebbe compiuto 80 anni
- Un uomo di 103 anni si è gettato da un ponte, 'Ero stufo di vivere', ha detto.
- Lui è tornato
- Il labrador di Totti ha salvato un bagnante
- Mi sono innamorata del giro di chitarra di 'Violet Hill'
- Avevo un blocco dello scrittore, parzialmente risolto ora. Ma solo parzialmente
- Mi sono ricordata di 'Felicity', un telefilm che guardavo anni fa
- Non ho visto i film che avrei dovuto vedere
- Ho avuto pensieri confusi, vaganti come in un flipper da un neurone all'altro. E nessun neurone sembra(va) essere d'accordo con l'altro
- Ho pensato tanto che oggi ho un post-sbronza da eccesso di riflessione

(da Repubblica.it) "La notizia arriva nel pomeriggio: nella manovra al vaglio al Senato è stato inserito un emendamento che blocca il reintegro dei precari. Il giudice non potrà più obbligare le imprese, nei casi in cui siano state accertate irregolarità, ad assumere i lavoratori precari. Si scatena subito una valanga di reazioni indignate, dai sindacati all'opposizione, per molti quella norma potrebbe diventare una condanna al precariato a vita. La vicenda provoca imbarazzo anche nel governo, che in serata prende le distanze dalla misura e crea un piccolo giallo: "Non l'abbiamo voluta noi - dicono dal ministero del Lavoro - anzi, l'abbiamo mitigata perché valga solo per i contenziosi in corso e non per il futuro". L'emendamento, che avrebbe origine parlamentare, sarebbe dunque una sanatoria, pensata per togliere le castagne dal fuoco a quelle imprese invischiate in cause con ex dipendenti".
Caro Silvio,
com'è che dicevi, 'Rialzati Italia'? Quello che molti non hanno visto e capito, in quel momento, era che lo slogan aveva validità postuma. Quando te ne sarai andato (quando....QUANDO??) , sarà allora che saranno cavoli amari, a tentare di rialzarsi.

"...l'insignificante insetto capace di scavare gallerie nella mente delle persone inquiete e di portarle talvolta lontano da se stesse".
(Ermanno Rea, Fuochi fiammanti a un'hora di notte)
Impegnata sull'aspetto recitativo del doppiaggio, ne ho tralasciato un elemento essenziale, mea culpa mea culpa, cari lettori.
L'adattamento.
Nemico giurato di idiomatic phrases e giochi di parole, rime e....litteral sense. Un fenomeno dilagante tra telefilm e sit-com, un pò meno al cinema, per fortuna. Ma grazie ad Internet, è ormai possibile vedere telefilm in lungua originale senza alcun problema. E cosa non sfugge agli occhi, anzi, le orecchie, di un fan sfegatato? Se date uno sguardo alle community dedicate a 'Veronica Mars', 'Lost' o 'Buffy', ad esempio, troverete un esercito di fan pronto a insorgere contro l'adattatore italiano di turno. E, aggiungerei da fan me medesima, a giusta ragione. Perchè, sebbene i doppiatori nostrani siano dei professionisti, non sempre lo è altrettanto chi cura l'adattamento dei dialoghi in italiano.
In Italia, si ha la tendenza a considerare gli spettatori dei bimbi da imboccare, dei poveri idioti, incapaci di cogliere la sottile ironia che spesso si cela dietro le battute originali. Come fossimo ancora all'era paleolitica della tv. Prendete l'alter ego di italico idioma del protagonista di una qualunque serie televisiva anglofona: è, a tutti gli effetti, un altro personaggio. Speculare nell'immagine, ma in alcuni casi anni luce distante da quello originale. Non solo perchè parlano due lingue diverse, con accenti diversi e voce diversa. Ma perchè dicono cose diverse. Gli alter ego di italico idioma, spesso si fanno uscire di bocca cose che il loro anglofono simulacro neanche si sarebbe mai sognato di dire! Ecco il perchè della differenza, che diventa a questo punto sostanziale: il carattere dei personaggi subisce un mutamento. Il doppio italiano non è quello inglese italicamente corretto, ma un personaggio ex-novo. Un sostituto.
Volete un esempio? Leggete questo interessante articolo tratto dal blog di Antonio Genna:
(il fenomeno riguarda anche i cartoni animati...Ad esempio, nell'adattamento italiano i nomi dei personaggi degli anime giapponesi vengono sostituiti da improbabili nomignoli, molto spesso neanche italiani ma inglesi o, colmo dei colmi, inventati. Mi son sempre chiesta: ma perchè mai? Non so, mi fa tanto razzismo linguistico. E di questi tempi.....)