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Pannasmontata
Iraq - Statua di 2 metri d'altezza, che riproduce esattamente il modello e la taglia che stavano per centrare in piena faccia Dàbliu.

La scritta sotto il monumento recita: "Statua della gloria e della generosità"
Incredibile, ma vero.
E' da un pò che ce l'ho in testa. Una battuta di Marta, la laureata-precaria di 'Tutta la vita davanti'.
"Sto diventando anche astiosa, cazzo!"
Sto diventando astiosa. Anche. Mi monta su una rabbia per i privilegi del potere, perchè chi ha troppo e chi niente, per tutti i dimenticati, gli emarginati, i deboli. Per i pregiudizi. Una rabbia per l'unico valore che conta oggi, un pallone gonfio di abusi e soprusi, che ti schiaccia e ti annienta, che ti dimentica sotto i suoi piedi perchè è la sua stessa altezza la sola cosa che ha a cuore: il potere. Al suo cospetto, non c'è altro valore che tenga. Puoi aver studiato, avere tante idee che ti illuminano dentro, valere qualcosa insomma. Ma c'è sempre un Tal dei Tali che ti passa davanti, tronfio e gonfio a due metri da terra, dagli altri. Oppure l'Uomo-Qualcuno, quello di cui parla Caparezza. La razza che mi fa incazzare di più.
Non mi piace, questa rabbia. Non mi piace come mi fa sentire, come mi fa essere.
Ci fosse almeno una Sinistra in cui convogliarla, 'sta 'raggia....
"Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo.
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi"
(Primo Levi)
L'assurdo è che, ricordando, dimentichiamo. Che 'Il grande dittatore' e i libri di Primo Levi, ricordando, si accatastano nella memoria come eventi lontani, di un passato che ci commuove tanto più perchè non ci tocca. Perchè, tra loro e noi, ci sono tiepide case, cibo caldo, visi amici. E allora non vediamo che, tra loro e noi, la storia ha solo assunto altre forme, meno manifeste, meno visibili. L'assurdo è che il passato sia ancora presente. L'assurdo è che il cuore sia pietra, ma quelle parole ci scivolino sopra. L'assurdo è che se Anna fosse qui, e ora, il suo cielo sarebbe ancora coperto di nuvole.
Non commenterò l'ennessima, assurda, uscita del Cavaliere. Non lo farò, perchè si commenta da solo, e perchè basta, davvero. Roba trita e ritrita. Dopo il bello e abbronzato ad Obama, la risposta sul precariato femminile...Non ho più neanche la forza (voglia) di sprecare fiato.
Dirò solo che mi ritrovo a sentirmi d'accordo con la Santanchè (...no, dico, la Santanchè!): la misura è colma.
http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=39825&id=67&ante=0

C'è crisi, c'è grossa crisi.
E il governo cosa fa? Millanteggia salvifiche elargizioni popolari, magnificando l'elemosina con altisonanti nomi inglesi. Ci dice che se spendi di più, passa la paura. Poi, il colpo finale: preannuncia la riforma del sistema radiotelevisivo - glissando amabilmente sul conflitto di interessi (del resto, così fan tutti), e sul doveroso esilio di Rete-Fede sul satellite.
In cosa consisterà mai, questa gargantuesca riforma verso la modernità? Semplice: tempo un anno o giù di lì, la matusa tv analogica cederà il passo al novello digitale terrestre. In altre parole, se non acquisti un decoder per recepire il segnale in digitale, puoi anche buttare i tuoi vecchi televisori dalla finestra. Il che, in tempo di crisi, mi sembra caschi alquanto a fagiuolo. Ma c'è di più. La tendenza del mercato attuale è investire sulla produzione di televisori dotati di decodificatore digitale incorporato (= allarme rosso - allarme rosso, costano una cifra - dèng-dèng!). Il decoder, insomma, sarà presto un ricordo. Troppo presto, per le nostre tasche.
Questa riforma assicurerà, almeno, un controllo delle frequenze radiotelevisive? O tutto cambierà per restare com'è? Vedremo. Intanto, un dato rivoluzionario c'è. Rai e Mediaset, come mai nella storia, depongono finalmente le armi e si alleano contro il comune invasor: Sky!
Negli stessi giorni, udite udite, l'ondata di modernità investe anche altre sfere di potere. E strane cose accadono..."Il web è un dono di Dio", se ne esce a ciel sereno il Papa. Tra una condanna all'eutanasia e una sonora bacchettata alla ricerca genetica. Mentre il ministro Gelmini, dopo aver mostrato il pugno di ferro contro l'insurrezione popolare negandole ascolto e attenzione, decide che la comunicazione con gli studenti è importante! E allora cosa fa? Sceglie Youtube (ooooooooh) per annunciare le materie della maturità di quest'anno.
Ebbè.
(....Obama, salvaci tu!)
Poi, succede. Che nella nebbia, tu intraveda qualcosa. Una semplice parola di incoraggiamento, quando ne avevi più bisogno - ovviamente, senza alcuna logica, lo prendi come un segno. E ti scopri a pensare che nei sogni c'è un potenziale di realtà. Che, magari, potresti anche farcela, guarda un pò. Che i sogni possono essere una forza, non una debolezza. Se sai vederli per quello che sono, non ombre, nè fantasmi della tua mente. Ma direzioni possibili della tua vita. Aspirazioni concrete. Certo, son sempre sogni, il che significa che le circostanze reali del caso possono non concorrere esattamente a tuo favore, e percorrere certe strade diventa una sfida, una lotta continua. Ma gli alti e bassi, i macigni che ti piombano addosso, sono solo momenti. Passeranno.

Oltreoceano, Obama.
Mentre qui, da noi, la Iervolino si lancia in un disperato, patetico, rimpasto di governo. Un governo disastrato, disastroso. Riproposto fino allo sfinimento. Mentre da noi, più in là del mio naso, c'è un parlamento che ha le mani in paste della peggior specie. Mani raggrinzite, mani consunte, mani colluse, mani che tramano con mani di opposte fazioni, mani chiuse su se stesse e il potere che racchiudono. Mani invisibili, su un intero paese. Impassibile.
Mentre da noi, la politica è solo la facciata della sete di potere e dell'egoismo umano.
Mentre da noi, chi ci crede più?
Hope è una parola estranea, al vocabolario italiano.
(Le mani sulla città, Francesco Rosi - 1963
- 2009?)

In questo momento lo sta accompagnando alla porta. Letteralmente. Obama, il nuovo, la Rivoluzione: accanto a Bush, il vecchio, la Rovina.
Ecco, ora l'estremo saluto dall'elicottero che lo porterà via, finalmente, dalla storia di tutto il mondo.
Inizia l'era Obama.
E io non posso fare a meno di pensare: forse, adesso....
E di sperare, che dietro quell'Idea, quel Simbolo che lui rappresenta, ci sia davvero qualcosa. Che l'Idea diventi Realtà. Che non sia solo retorica....
(buffo. Da reminiscenze liceali, mi viene quasi in mente l'odiato Hegel...l'Idea, la Sintesi degli opposti, la loro convivenza nell'unità...)
...that the Dream will come True.