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Pannasmontata




Riflettevo su altri lidi splinderiani (http://tvandtv.splinder.com/post/20667539/Quando+la+tv+va+in+vacanza...) che la tv d'estate, mi piace assai. Non c'è più tutta quella gentaglia che la affolla d'inverno, finalmente c'è calma e pace. Silenzio, ah, soprattutto silenzio. Zitti tutti, oche giulive e belloni da reality, presentatrici vacue e strilloni da talk show. Non fosse per le imminenti elezioni, e le solite magagne del premier e la solita scrollata di indifferenza di massa, si potrebbe quasi vederla, questa televisione estiva. Perfino i filmetti all'italiana, o le commedie americane senza infamia e senza lode. Perfino, ebbene sì, l'ennesima replica di quella Mrs. Fletcher che, oh, dove passa lei, ci scappa il morto. Perfino Dawsons's Creek!
Mm, anzi no, non esageriamo.
Per te che...
...conosci Dogma a memoria, ti sei sparato Dreyer in lingua originale, e pensi che la corazzata Potemkin non sia affatto una cagata pazzesca. Ma anche per te che adori Fantozzi, non smetteresti mai di rivedere le millemila repliche di Terence Hill e Bud Spencer e trovi esilarante La Mandrakata. O per te, che adori Vanzina e i multisala chiassosi perchè, più gente c'è, più figo fa vedere quel film, definitely.

Insomma, il cinema è bello perchè è vario. Qualunque cosa amiate, purchè lo amiate, questo è il sito per voi: www.flixster.com. C'è l'area community per nerdare in cinofilia, l'area recensioni (perfino una lista di quelle uscite sui maggiori giornali), i film in sala e gli home video, con curiosità, foto, news and so on.
Enjoy!
Palma d'oro: Il nastro bianco, di Michael Haneke.
Grand Prix: Un profeta di Jacques Audiard
Premio speciale: Les Herbes Folles, di Alain Resnais
Migliore regia: Brillante Mendoza per Kinatay
Migliore attore: Christoph Waltz per Inglorious Bastards, di Quentin Tarantino
Migliore attrice: Charlotte Gainsbourg per Antichrist, di Lars Von Trier
Premio della giuria: (ex aequo) Fish Tank di Andrea Arnold e Thirst di Park Chan-Wook

(foto da La Stampa)
E peccato per Marco Bellocchio.
Non avevo visto neanche Il Codice Da Vinci. Non l'avevo visto per scelta, per il troppo clamore che si era creato intorno al romanzo, e poi al film. Quando sento che si parla di bestseller, che tutti fanno la fila per comprare il libro, mi viene come un'allergia, una repulsione naturale, e desisto. Ma ieri era un sabato insolitamente domestico, e in tv non davano molta scelta. Così, mi son detta, vediamolo. La storia non è originalissima, le teorie di Dan Brown mi sanno di già sentito e già visto. Se non sbaglio, l'hanno anche accusato di plagio. Comunque, sul film. Tom Hanks, pur non avendo letto dell'alterego cartaceo, non mi sembrava nella parte. Però alcune chicche stilistiche ci sono, dei tagli di montaggio originali, dei flashback interessanti. Insomma, ben confezionato, si fa guardare. Però la voglia di leggere il libro, non mi è venuta comunque.

Non l'avevo visto, ho rimediato stasera. Così, a caldo: 'La ricerca della felicità' non mi ha fatto impazzire, le sfortune del protagonista sono troppe, e tutte insieme. E dell'happy ending senti la puzza dietro l'angolo praticamente sempre, chiedendoti solo quante altre disgrazie ti separeranno dal lieto fine, perchè sono davvero una sfilza infinita, eh! Neanche la parabola ricchi e poveri riesce fino in fondo, perchè alla fine scopriamo che il protagonista passa dall'altra parte della barricata, ma quella più luccicante e dorata che ci sia: il 'sogno americano', insomma. Muccino non sembra più neanche Muccino, non fosse per il ruolo della donna nella storia, sempre un pò isterico, sempre poco comprensivo.
Ma del film salvo una cosa, che ha una poesia e un lirismo infinito. Il rapporto del padre con suo figlio. Un rapporto che va oltre qualunque miseria, o momento buio senza via d'uscita. Un legame profondo, il solo collante verso la speranza, verso un senso. In questo Muccino, e con lui Will Smith e suo figlio, riesce alla perfezione. Asciugandolo dalla facile retorica: la storia di un legame profondo, e della dignità con cui affrontare la vita e i suoi ostacoli. Che possono essere davvero tanti, se gli sceneggiatori si mettono d'impegno!
