domenica, 11 ottobre 2009, ore 17:17
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, wattafak

Mi sono iscritta ad un concorso.
Richiedono laureati della mia facoltà, tra gli altri profili.
E' un concorso bancario.
Mi viene in mente quella canzone di Gino Paoli, 'eravamo tre amici al bar, uno si è impiegato in una banca'. Come se a quel tavolo, tra quei vecchi amici, ora ci fosse un sogno in meno, una speranza cristallizzata in abiti borghesi, per lo stipendio fisso, per la sicurezza.
Ma, mi dico, di questi tempi.
E poi, bè, le spalle coperte sono un pò più forti per costruirci i tuoi sogni. Sempre che, corna facendo, l'esito ti copra le spalle.
Non so se sperare che sia così, o il contrario, davvero.
Ma scrivo questo post con un pò di tristezza.


Come si cambia, per ricominciare.
C'è bisogno che tutto cambi perchè tutto rimanga com'è.






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venerdì, 09 ottobre 2009, ore 13:49
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, vedo film

Succede una cosa contro, e il giorno dopo (anzi, comodamente nel suo salotto la sera stessa...), tutte le sue tv galoppine accorrono in suo aiuto con presunti dibattiti che trasudano ideologia di propaganda, gridano al complotto al complotto, e via dicendo.
Non bastasse la tv, si passa al contrattacco al cinema. Nelle sale sta per arrivare 'Barbarossa', colossal di cappa e spada che vedrà, tra gli altri, anche l'Onùrevole padàn in un cameo. 
E il carroccio è contento.

Allora io, da brava spettatrice terrona qual sono, aspetto la mia rivalsa con il remake di 'Giù al nord' - oggetto di un'improbabile quanto divertita discussione in misto francese-spagnolo (due lingue che la sottoscritta non parla) quest'estate, con i proprietari francesi del riad che mi ha dato riparo dal caldo subumano della mia meta vacanziera....Ma questa è un'altra storia.
Dicevo, 'Giù al nord' è una commedia francese uscita lo scorso anno, con un tocco di comicità fransè per noi forse un pò strano, ma piacevole. Perchè i pregiudizi tra nord e sud esistono anche nella terra di Nicolàs e la sua bella Carlà dalla erre moscia, non in maniera così razzistoide e netta che da noi, certio. Il film affronta queste tematiche con toni garbati, ironizzandoci su e mettendoci anche una spolverata di zucchero. Dovessi darne una definizione, direi, leggiadra.
Riadattarla all'italiana, specie di questi tempi, non sarà facile temo.  E le commedie all'italliana sanno spesso scivolare un pò nella ridicolizzazione, ma staremo a vedere. Nel ruolo del 'pollentone' ci sarà Claudio Bisio con Angela Finocchiaro, mentre in quelli del terrùn vedremo Alessandro Siani.

A proposito di remake di prossima uscita, pensavo a 'Fame'. Ricordate tutti la signorina Livia che tra una nota e l'altra di 'remember my name!' incitava a lottare con sudore? Ricordate Leroy, Bruno Martelli, Coco e i sacrifici per la fama di tutti i ragazzi del film di Alan Parker prima, e della fortunata serie televisiva poi?
Allora, aveva un senso, parlare di talento, lotta per il successo. Oggi, tra 'Amici', 'Grandi Fratelli' e vips che invadono i teleschermi senza lode e con infamia, mi chiedo che senso abbia questo remake. Se non quello di celebrare l'Endemol generation, all'opposto, ad anni luce di distanza, da quei ragazzi degli anni '80 che, sgobbando e sgomitando, cantando e ballando, trasmettendomi i valori di una generazione che cercava di conquistarsi il suo spazio con le unghie e con i denti, hanno accompagnato tanti miei pomeriggi di fanciulla sognante.




(qui, nello spazio-tempo So Eighty's di cui oggi riecheggia l'orribile moda, si deve lottare con sudore, perchè i sogni non son mica facili da far avverare...)



(...e qui, nello spazio-tempo del nuovo secolo...every dream is possibile)


Basta guardare Corona. O, un pò più su. Tra i nostri deputati.


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martedì, 08 settembre 2009, ore 17:03

La Canalis e Clooney (ehy, baby, take a walk on the wild side).
Berlusconi e 'il torero' (non sono un dittatore, uno con tutte stars nella villa).
Mike Bongiorno non è (Sky can wait, Mike in the sky).
Io e il tesserino (
....l'importante è-è-è-è-è-è-è-è finire. got a good job - with no pay - and I'm not okay. gimme some money gimme-gimme some money! sulla strada, ancora).






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martedì, 14 luglio 2009, ore 12:37
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, wattafak




Ma perchè mai Eugenio Finardi, no dico, Finardi (uno che ha collaborato con Pfm e Faber, eh), ha scritto un verso simile:

"Vi do questa notizia in conclusione

/notizia è l'anagramma del mio nome"

(!!)

Che, poi, cari, la vera domanda dell'estate è: perchè Eugenio Finardi, no dico, Finardi
(uno che ha collaborato con Pfm e Faber, eh), ha scritto una canzone per Tiziano Ferro?

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martedì, 09 giugno 2009, ore 13:27




'Certi bambini' l'ho visto al cinema, ad un festival del cinema, perchè nelle sale la distribuzione fu quasi nulla. Ed è un peccato. Rete4 lo ha trasmesso ieri, peccato per la seconda serata, ma forse è un onore quella collocazione... 
'Certi bambini' è un pugno nello stomaco, dalla scena iniziale a quando il cerchio si chiude, lasciando aperto dentro di te un buco che ti stringe mente e stomaco. 'Certi bambini' e 'I bambini ci guardano'. Mi è venuto in mente così. Il Neorealismo, lo sguardo puro dei bambini sulle rovine del dopoguerra. E l'oggi, la purezza dei bambini 'guastata' dai grandi, che su di sè quello sguardo infantile non lo temono più, e calpestano senza guardare ai danni.

E se la realtà italiana è quella in cui un capo del governo può dire e negare, fare e disfare, aggirarsi tronfio e impunito in un lusso di ninfette e veline, pacche sulla spalla e  buffonate...ed essere votato ancora e ancora...mi chiedo cosa ne sarà di certi bambini, e dei bambini che ora sono troppo cresciuti per vedere un briciolo di speranza in questo paese.

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martedì, 02 giugno 2009, ore 14:30
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, vedo film, wattafak

Riflettevo su altri lidi splinderiani (http://tvandtv.splinder.com/post/20667539/Quando+la+tv+va+in+vacanza...) che la tv d'estate, mi piace assai. Non c'è più tutta quella gentaglia che la affolla d'inverno, finalmente c'è calma e pace. Silenzio, ah, soprattutto silenzio. Zitti tutti, oche giulive e belloni da reality, presentatrici vacue e strilloni da talk show. Non fosse per le imminenti elezioni, e le solite magagne del premier e la solita scrollata di indifferenza di massa, si potrebbe quasi vederla, questa televisione estiva. Perfino i filmetti all'italiana, o le commedie americane senza infamia e senza lode. Perfino, ebbene sì, l'ennesima replica di quella Mrs. Fletcher che, oh, dove passa lei, ci scappa il morto. Perfino Dawsons's Creek!

Mm, anzi no, non esageriamo.

 


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sabato, 30 maggio 2009, ore 15:57
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, vedo film

Per te che...

...conosci Dogma a memoria, ti sei sparato Dreyer in lingua originale, e pensi che la corazzata Potemkin non sia affatto una cagata pazzesca. Ma anche per te che adori Fantozzi, non smetteresti mai di rivedere le millemila repliche di Terence Hill e Bud Spencer e trovi esilarante La Mandrakata. O per te, che adori Vanzina e i multisala chiassosi perchè, più gente c'è, più figo fa vedere quel film, definitely.

Insomma, il cinema è bello perchè è vario. Qualunque cosa amiate, purchè lo amiate, questo è il sito per voi: www.flixster.com.  C'è l'area community per nerdare in cinofilia, l'area recensioni (perfino una lista di quelle uscite sui maggiori giornali), i film in sala e gli home video, con curiosità, foto, news and so on.

Enjoy!


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lunedì, 25 maggio 2009, ore 17:06
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, vedo film

Palma d'oro: Il nastro bianco, di Michael Haneke.

Grand PrixUn profeta di Jacques Audiard

Premio speciale: Les Herbes Folles, di Alain Resnais

Migliore regia: Brillante Mendoza per Kinatay

Migliore attore: Christoph Waltz per Inglorious Bastards, di Quentin Tarantino

Migliore attrice: Charlotte Gainsbourg per Antichrist, di Lars Von Trier

Premio della giuria: (ex aequo) Fish Tank di Andrea Arnold e Thirst di Park Chan-Wook

(foto da La Stampa)

E peccato per Marco Bellocchio.


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domenica, 24 maggio 2009, ore 20:40
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, vedo film

Non avevo visto neanche Il Codice Da Vinci. Non l'avevo visto per scelta, per il troppo clamore che si era creato intorno al romanzo, e poi al film. Quando sento che si parla di bestseller, che tutti fanno la fila per comprare il libro, mi viene come un'allergia, una repulsione naturale, e desisto. Ma ieri era un sabato insolitamente domestico, e in tv non davano molta scelta. Così, mi son detta, vediamolo. La storia non è originalissima, le teorie di Dan Brown mi sanno di già sentito e già visto. Se non sbaglio, l'hanno anche accusato di plagio. Comunque, sul film. Tom Hanks, pur non avendo letto dell'alterego cartaceo, non mi sembrava nella parte. Però alcune chicche stilistiche ci sono, dei tagli di montaggio originali, dei flashback interessanti. Insomma, ben confezionato, si fa guardare. Però la voglia di leggere il libro, non mi è venuta comunque.


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mercoledì, 13 maggio 2009, ore 23:56
scarabocchiato da Lunatik in faccio cose, vedo film

Non l'avevo visto, ho rimediato stasera. Così, a caldo: 'La ricerca della felicità' non mi ha fatto impazzire, le sfortune del protagonista sono troppe, e tutte insieme. E dell'happy ending senti la puzza dietro l'angolo praticamente sempre, chiedendoti solo quante altre disgrazie ti separeranno dal lieto fine, perchè sono davvero una sfilza infinita, eh! Neanche la parabola ricchi e poveri riesce fino in fondo, perchè alla fine scopriamo che il protagonista passa dall'altra parte della barricata, ma quella più luccicante e dorata che ci sia: il 'sogno americano', insomma. Muccino non sembra più neanche Muccino, non fosse per il ruolo della donna nella storia, sempre un pò isterico, sempre poco comprensivo.

Ma del film salvo una cosa, che ha una poesia e un lirismo infinito. Il rapporto del padre con suo figlio. Un rapporto che va oltre qualunque miseria, o momento buio senza via d'uscita. Un legame profondo, il solo collante verso la speranza, verso un senso. In questo Muccino, e con lui Will Smith e suo figlio, riesce alla perfezione. Asciugandolo dalla facile retorica: la storia di un legame profondo, e della dignità con cui affrontare la vita e i suoi ostacoli. Che possono essere davvero tanti, se gli sceneggiatori si mettono d'impegno!


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