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Pannasmontata


(Repubblica.it) - "Noi influenzati dalla sinistra italiana? Un'accusa semplicemente ridicola. Quando vediamo una notizia, noi del Times la riportiamo, tutto qui. E il primo ministro di uno dei maggiori paesi d'Europa che si mette nei guai con le donne, è una notizia". Michael Binyon è uno dei più autorevoli commentatori del Times, membro della direzione del quotidiano londinese. È lui a rispondere a Silvio Berlusconi, che nella sua prima reazione al pesante editoriale di ieri del Times, "Il clown cala la maschera", ha detto che i giornali stranieri sono "ispirati dalla sinistra italiana". Non è la prima volta che il premier italiano accusa una testata inglese di essere "di sinistra": aveva dato del comunista perfino all'Economist, settimanale liberal-capitalista, quando lo ritrasse in copertina come "indegno di governare" a causa del conflitto d'interessi e dei suoi processi. Sostenere che è di sinistra il Times suscita analoga ilarità, a Londra: fondato nel 1875, a lungo il miglior quotidiano del mondo, è sempre stato un bastione del conservatorismo, e lo è rimasto - nonostante la simpatia per Tony Blair - anche dopo essere stato acquistato nel 1981 da Rupert Murdoch, il magnate dei media, proprietario di televisioni e giornali quasi tutti di centrodestra, come la rete tv Fox e il Wall Street Journal negli Usa, il Sun e appunto il Times in Gran Bretagna.
Che cosa sarebbe accaduto, secondo lei, se uno scandalo simile fosse scoppiato qui, nel Regno Unito?
"Se si sospettasse che il primo ministro ha una relazione con una 18enne a cui promette dei favori, e sua moglie affermasse che va con minorenni, e il premier in questione fornisse di continuo versioni contraddittorie sull'accaduto, tutti i media nazionali gli starebbero addosso 24 ore su 24. Dovrebbe dimettersi nel giro di settimane".

C'è una cosa che non riesco a capire. Non riesco a capire se gli italiani credano davvero che ci sia un fantomatico quanto ridicolo complotto internazionale ai danni di Berlusconi (ma quanta importanza, suvvia...). O se, piuttosto, siano assolutamente consapevoli delle 'colpe' del Premier, ma non gli importi niente. Nel primo caso, gli italiani sarebbero una massa di creduloni e stupidi. Nel secondo, una massa di ignavi senza più alcun senso della morale e valori.
In ogni caso, la cosa mi fa proprio schifo.
C'è una cosa che io non capisco, dei festival di cinema. Che sono delle vetrine, prima ancora che 'gare', è ben noto. Ora, se un regista mette in mostra un suo film in anteprima, e lo fa davanti a un pubblico di 'addetti ai lavori' per giunta, è ovvio che si aspetta come minimo critiche e stroncature, in linguaggio tecnico per di più. Il giudizio, che può essere negativo o positivo, è il naturale scotto da pagare.
Ma io non capisco perchè il pubblico di questi 'addetti' - forse ne ho anche già parlato 'su-questi-schermi' - debba manifestare apertamente il proprio giudizio con un linguaggio verbale che sa essere più pungente di qualunque parola a caratteri cubitali sulla stampa, o servizio televisivo con tanto di commento audiovisivo. Il fischio. Applaudire una proiezione è gesto carino e di cortesia, e quindi ci sta. Ma fischiare, ridere, perchè mai? Che bisogno c'è di sottolineare lo scarso gradimento, il mancato applauso ne è già la riprova. Ridere e fischiare sono semplicemente offensivi. Io regista, o io attore, che ho comunque investito tempo e soldi, creatività e intelletto, nella realizzazione di un'opera d'arte, quantunque non riuscita, non mi merito comunque di sentirmi fischi e lazzi in piena faccia.
Sta accadendo a Cannes, in questi giorni. Prima la coppia Bellucci-Marceau, adesso Lars Von Trier con il suo 'Antichrist'. Sarebbe meglio portarci dei bambini, alle proiezioni. Si alzerebbero sogghignando tra loro, magari, ma lascerebbero la sala in religioso rispetto. Per il film, e chi lo ha fatto.